Questo articolo tratta di tutti i problemi e le difficoltà tecniche che si incontrano quando si deve mettere in opera del rivestimento murario, parliamo principalmente di mettere in posa carta da parati.  

Cominciamo a parlare della carta: 

ce n’è di tipo leggero, la carta da parati degli anni 70 fino agli anni 90 che si utilizzava solitamente  negli sgabuzzini,nelle camere dei ragazzi(casomai con l’aggiunta di greche a soffitto o a metà altezza),insomma nelle zone meno impegnative.  Quelle per intenderci,che chi ha fatto un esperienza lavorativa all’estero,soprattutto in Francia e in Inghilterra,come me,conosce bene. 

Da quelle parti è tradizione che siano spesso le donne di casa a mettere da sole in posa carta da parati nei piccoli ambienti.Quindi parati poco impegnativi,spesso pre-incollati con disegni piccoli,a colori uniti.la cui unica difficoltà nell’applicazione è ricordarsi di posare i teli in opera in senso inverso l’uno con l’altro.

Anche la colla è molto diluita e i muri spessissimo sono di legno;grandissimo vantaggio per una buona messa in opera,non ci si deve preoccupare per l’attacco tra i giunti dei teli.E’ sufficiente mettere bene a piombo il primo telo, avere una superficie dove il telo bagnato possa scorrere bene e il resto con un po’ di esperienza viene da solo.Ben altro problema si presenta invece quando si vuole mettere in posa carta da parati più impegnativa;

di maggiore grammatura,(termina che indica la consistenza della carta),con disegni più ricercati e che spesso pur non essendo lavabile richiede l’utilizzo di una carta fodero.La funzione della carta fodero è quella di uniformare la superficie del muro su cui verrà posata la carta e di preservare quest’ultima da macchie o ombrature provenienti dal fondo del muro.Teniamo presente che nel nostro paese quasi tutte le abitazioni sono in muratura.

Le pareti sono costruiti con mattoni con un rivestimento di intonaco fatto di calca e sabbia,rasato a sua volta con stucco romano,una miscela di grassello di calce polvere di marmo e un pizzico di cemento bianco.

Nelle nuove murature a questo prodotto si sostituisce uno stucco in polvere,chiamato ZL25 intonaci calce e gesso .

I problemi che si riscontrano nel mettere in posa carta da parati nei muri tradizionali sono:

1. Spesso i muri non risultano perfettamente dritti,ma leggermente concavi o convessi. 

Che comporta ciò? Quando il muro è concavo,l’estremità dei teli tende a sovrapporsi,quando è convesso tende a allontanarsi.Se ciò avviene su di una piccola porzione di muro,lavorando con la spazzola e la pazienza ,si riesce a dilatare un poco la carta bagnata evitando una fessurazione troppo marcata.Con le mura vecchie questo problema è sempre in agguato.Ho messo a punto dei sistemi in questi anni per ridurre questo tipo di problema,ma sempre che il muro sia un po’ irregolare.

2. Piccole crepe, buchi, fessurazioni, distacco della rasatura.

Muri che presentano questi problemi sono quelli che durante la costruzione sono stati destinati a ricevere i parati fin dall’inizio,(palazzine in cooperativa,palazzine degli enti,case popolari) e quindi non erano rasati a liscio come per ricevere la pittura.Si usavano per lo più cartine di poco conto,a colori uniti che nascondevano la superficie sottostante.Oggi non è più così;se vogliamo rivestire un muro del genere, dobbiamo rasarlo,altrimenti qualsiasi piccolo buco o avvallamento sarà riconoscibile.

3. Sono cambiati i sistemi di illuminazione

Spesso si usano lampade a luce radente,l’incubo di ogni applicatore professionista. Quindi dopo idonea preparazione(distacco parti fatiscenti,mano di isolante,rasatura e stuccatura,scartavetratura e ancora mano di isolante),il muro è ora idoneo a ricevere la carta.Se la costruzione è più recente,il muro spesso è costruito con pannelli,quindi il fondo presenta una migliore planarità.Le imperfezione dei muri si nascondono meglio con carte da parati goffrate,cioè più spesse e a rilievo.

4. Esistono inoltre carte da parati più pesanti

di tipo vinilico,a doppio strato,strappabili,come si dice in gergo.Cioè carte che sono a più strati e che l’ultimo di essi,quello che porta il disegno,si può sollevare e strappare via permettendo che tutto il resto della carta resti come sottofondo per riceverne a sua volta una nuova.Bisogna dire che però questo è possibile farlo solo in alcune situazioni dove l ‘esperienza dell’applicatore e la conoscenza dei materiali possono far scegliere di seguire quella strada.Anche su questo punto mi riprometto di fare chiarezza nel mio prossimo Report che tratta dei Segreti del mestiere.

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