Separé Bauhaus Theme: inizio di un progetto

Storia di una creazione: inizio,svolgimento,variazioni sul tema,finale. Sì,tutto avviene proprio come in una composizione musicale. Viene un’idea,lentamente prende corpo, poi si procede passo passo per tutte le fasi a seguire. Ecco quindi la storia del primo separé presentato alla mostra presso il Centro Arte  Castel Gandolfo nell’evento dell’11 giugno passato che ho intitolato:”Bauhaus Theme”.

E’ necessario prima però fare un passo indietro di alcuni anni, quando, andando per mercatini, notai su di una bancarella degli scampoli di stoffa che attirarono subito la mia attenzione. Mi piacquero subito il disegno e la tessitura. “Mi ricorda qualcosa” pensavo tra me e me senza riuscire a darmi una risposta. Così,in attesa di trovarle una collocazione,la conservai insieme ad una marea di altri tessuti che rappresentano un pezzo consistente delle mie passioni. Ogni tanto tiravo fuori  la stoffa  e la utilizzavo come copriletto,altre volte come copri divano ,ma non ero mai soddisfatto dell’uso che ne facevo. 

Finché un giorno di primavera,con in mente l’idea di fare una mostra di separé, pensai che quella stoffa poteva tornarmi utile.

Mi ricordo che l’appoggiai sul divano,presi lo smartphone e la fotografai,così tanto per avere qualche opinione,per sentire cosa ne pensassero le persone che conoscevo. “Sì,si presta per un separé. E’ un bel tessuto! Non male!” Questi i commenti, fintantoché…..un bel giorno mentre ero ospite di una mia amica di Milano,artista e designer ultraottantenne ma con la creatività e l’entusiasmo di una neofita,le mostrai la foto della stoffa chiedendogliene il parere ma soprattutto dicendole:” Donata” tale infatti è il suo nome,”ho intenzione di utilizzare questa stoffa,ma non riesco a inquadrarla bene,mi ricorda qualcosa ma non riesco a definirla”.

“Ma certo,disse lei con il suo solito entusiasmo,richiama la Bauhaus”. Per me fu come un’illuminazione. La”” Bauhaus fu ,per chi non lo sapesse ,un importante movimento artistico culturale che nacque in Germania nei primi decenni del 900′ e di cui Gropius ne fu il principale esponente nel campo dell’architettura.

Ovviamente per i suoi contenuti come movimento artistico non poté sopravvivere alla tragedia che da lì a poco avrebbe investito la Germania e l’Europa intera. Pensai in quel momento tra me e me:”Quale migliore utilizzo potrei farne di questa stoffa; oltretutto i separé’  agli inizi del 900′ erano ancora una forte costante nell’arredamento. Mi misi quindi all’opera.

La prima domanda che richiedeva una risposta era:”Che forma dare al separé’ perché si armonizzasse con i disegni della stoffa?” Ci sono dei riquadri geometrici con una scala e lo stelo di un fiore che si alternano sulla superficie. Stabilito intanto che il separé sarebbe stato composto da tre pannelli, sono partito prima dai piedi. Volevo che fossero una parte integrante della struttura, non leziosi,solidi pur con un loro movimento. Realizzai quindi la forma a trapezio. 

Per la parte superiore pensai alla classica forma a cappello di gendarme, ma più arrotondato. Mancava ancora qualcosa! Il separé’ doveva avere un’anima! Era necessario uno stacco tra la parte tappezzata e la parte  dipinta. Eseguii allora una fresatura su tutto il bordo del separe’, testa e piedi compresi, in modo da riquadrare la stoffa con le parti dipinte. A quel punto non mi restava che dipingere i pannelli avanti e di dietro con il prodotto della Sikkens, l’Alfa Orient, un rivestimento murario ad effetto metallizzato dato a spatola,dal colore oro cangiante. Una volta asciutto,ho montato il mollettone,sempre necessario per un buon lavoro di tappezzeria,poi la stoffa,ed infine ho incollato la passamaneria per nascondere i punti dati sula stoffa.

Ecco un video che mette in risalto questo fantastico prodotto:

 

Se avessi rivoltato la stoffa sul retro mi sarei ritrovato con lo stesso problema e con qualche difficoltà in più per la chiusura delle cerniere. Andava bene così? No ,mancava ancora qualcosa. Mi ricordai di alcuni piccoli rosoni di faggio pressati che da una decina d’anni conservavo tra i miei legni. Finalmente anche loro trovavano la loro collocazione. Ogni cosa al suo posto! Era nato cosi “Bauhaus Theme”  il primo dei miei sette separé’.

About The Author

Mi chiamo Vito Manzari, vengo dalla famiglia di un antiquario romano e dopo varie esperienze artistiche negli anni 70, ho deciso di dedicarmi ad un lavoro manuale che fosse utile per me e per gli altri.Ho cominciato a dipingere le case delle persone che conoscevo.A me basta vedere come si fa una cosa, per poterla riprodurre il giorno dopo.Ho cercato quindi di mettere a frutto questa dote,accettando di eseguire tutto ciò che mi veniva chiesto.Era un epoca in cui le persone erano più disponibili e fiduciose, e cio mi ha permesso di acquisire una esperienza sul campo di tutte le varie parti e sezioni in cui si può dividere un lavoro.Mano a mano che il tempo passava,cominciavo a fare piccoli impianti elettrici, idraulici, lavori sempre più grandi di muratura e pittura. Istallavo stoffe e carte da parati per conto di negozi,facevo impianti per studi dentistici con grande successo.Negli anni novanta ho iniziato poi a lavorare il legno.Mobili da cucina, mensole, infissi,librerie, il tutto sia su progetto sia su mia idea e disegno.Tutta questa esperienza lavorativa che per ritrovare in questi termini,bisogna andare molto indietro nel tempo ,mi ha permesso di gestire il rapporto con il cliente che mi commissiona il lavoro in maniera differente e più costruttiva di come avviene abitualmente.La persona che si rivolge a me viene resa partecipe fin dal primo momento del lavoro e delle sue varie fasi.Non sono il rappresentante di commercio di una impresa che cerca di strappare il prezzo più alto possibile per il proprio prodotto,bensì la persona a cui rivolgersi con fiducia per la realizzazione di uno o più lavori.Gia quando la persona mi contatta la prima volta,capisce che non sta trattando con uno dei tanti ,bensì con uno che ha una enorme esperienza,che ha volte neanche architetti e capi mastri possono vantare e a cui dare la completa fiducia per la realizzazione dell'opera che gli sta a cuore.Inoltre so gestire sia il cantiere,che i rapporti con i collaboratori quando sono necessari in maniera efficace.

- Vito Manzari

Related Article

0 comments