Eliminare l’umidità con l’isolamento termico cappotto presenta quando è possibile eseguire questo tipo di intervento in tutta sicurezza degli innegabili vantaggi. Maggiore risparmio energetico,protezione della muratura dagli stress termici e dalle intemperie,aumento del confort abitativo,definitiva scomparsa dell’umidità e delle muffe dovute al volano termico. (altro…)

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Il primo criterio per eliminare l’umidità è il più evidente: quando l’appartamento è situato in una palazzina al piano attico,piano che rispetto agli altri inferiori ha una maggiore quantità di parti in c.a,che propendono verso l’esterno.Le parti di c.a. di un edificio sono delle autentiche lame di freddo che si incuneano nella struttura provocando delle grosse dispersioni termiche. (altro…)

Come eliminare le muffe presenti nelle abitazioni dovute a un insufficiente isolamento termico? Quali sono i vantaggi che offre il sistema a cappotto esterno,o Etics,come viene chiamato attualmente in Europa nell’eliminare le muffe presenti nelle abitazioni civili? Quando è più conveniente per un edificio un isolamento termico esterno,o cappotto termico,piuttosto che un isolamento dall’interno? (altro…)

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Eliminare l’umidità nelle abitazioni è possibile anche in maniera definitiva.L’isolamento termico della costruzione attraverso il cappotto termico esterno, o ETICS,è la soluzione. (altro…)

L’isolamento termico esterno di un edificio ,viene chiamato comunemente in Europa: ETICS. La maggior parte dei rivestimenti termici di un fabbricato già costruito  viene  eseguita all’esterno. L’isolamento termico di un edificio avviene attraverso la costruzione di quello che in Italia viene comunemente chiamato  cappotto termico.Entro il 2020 tutte le costruzioni che verranno restaurate,dovranno munirsi di cappotto termico. (altro…)

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Questo articolo tratta di tutti i problemi e le difficoltà tecniche che si incontrano quando si deve mettere in opera del rivestimento murario, parliamo principalmente di mettere in posa carta da parati.   (altro…)

Oggi voglio parlarvi di un altro argomento interessante che riguarda il problema dell’umidità, esattamente l’umidità da pioggia a vento inclinata e del perché e così uniformemente diffusa in tante zone del nostro paese.

Facciamo un passo indietro:

Nel 1976, in piena crisi energetica,il cartello dei produttori arabi alzava il costo del petrolio.La crisi nel mondo occidentale, e quindi la necessità per il nostro paese di risparmiare petrodollari. (altro…)

Come eliminare muffa dai muri? Cominciamo col vedere dove si forma e come.Se in maniera saltuaria o persistente,in un angolo alto di una stanza,in un vano doccia,sotto un quadro,dietro un mobile o sotto una finestra.

Generalmente sono questi gli esempi di muffa più ricorrenti. Ed è dall’esame di questi casi che possiamo capire a volte molto facilmente se le muffe derivano da un’umidità di condensazione oppure da un’umidità da infiltrazione.

In questo breve video, per altro abbastanza semplice ed esaustivo, potrai capire come eliminare muffa dai muri con il fai da te

Prendiamo il caso più semplice,quando le muffe si formano perché l’aria più calda di un ambiente resta ferma in alto.Manca una adeguata circolazione radente dell’aria(cosa molto comune nelle case in cui abitiamo spesso costruite più come loculi,che come ambienti in cui passare gradevolmente una parte della nostra vita).Il vapore acqueo presente nell’aria si condensa e si deposita sulla parete divenendo così letto di cultura per i batteri,che non sono altro che sostanza organica di cui è piena l’atmosfera intorno a noi;così proliferano e creano le muffe.

Molto,molto dannose per la salute!!!

L’origine spesso di questa condensazione del vapore acqueo va ricercata nel cattivo isolamento termico della zona su cui si formano. Cordoli,velette,pilastri,e altre strutture in c.a., si incuneano nei muri che ci circondano,come delle vere e proprie lame di freddo o di caldo. Nel punto in cui avviene questo fenomeno, all’umidità  presente nell’aria ferma non resta che condensarsi.

Teniamo presente che l’acqua sotto forma di vapore è sempre presente nell’aria che respiriamo e che il tasso di umidità ottimale  è del 55% circa. A volte la formazione di muffa è saltuaria,varia a seconda delle stagioni:varia con la situazione meteo esterna,e con la ventilazione e il riscaldamento interno.

La casa non è umida di per sé; non è bene isolata in alcuni punti,oppure ha uno scarso ricambio d’aria. Prendiamo il caso in cui le muffe si presentano saltuariamente,solo nel periodo invernale,quando fuori fa freddo,i termosifoni vanno al massimo e la finestra resta a lungo chiusa. In questo caso,quando si tratta di piccoli angoli nella parte alta di un ambiente,è meglio intervenire cercando di asportarle nel modo che vi sto per indicare,piuttosto che ritoccare la parte interessata con una buona pittura termica anti condensa.Le vernici termiche hanno particolare struttura chimico fisica a quindi estetica.La pittura di una sola porzione di muro la farebbe risaltare su tutto il resto.Come un lavoro di carrozzeria fatto con una vernice di colore diverso.

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“Umidità nei Muri? Da ora non più!”

 

Ecco quindi nella pratica come eliminare muffa dai muri:

  • Spruzzate un prodotto che neutralizza biologicamente le muffe.Non si possono asportare a secco,altrimenti le spore restano nell’aria e la muffa si riforma in breve tempo. Questi prodotti si trovano facilmente in commercio con il nome di Muffastop o similari.

Come va usato il prodotto:

  • Lasciatelo agire seguendo le istruzioni sulla confezione,poi lavate con una spugna e dell’acqua. L’operazione diventa un po’ più complicata se la tinta del muro non è del tipo lavabile,ma molto assorbente come spesso accade nei bagni e nelle cucine.In questo caso aspettate che il prodotto passato sia ben bene asciutto,poi carteggiate piano con carta smeriglio fine.
  • E’ possibile che la parte così trattata si noti molto poco;a voi la scelta estetica.Altrimenti potete ridare un ritocco utilizzando possibilmente la stessa tinta usata in precedenza.Di solito una tempera tradizionale o una tempera semi lavabile che ha un aspetto bianco decisamente più vivace. Il lavaggio della muffa e l’eventuale ritocco della verniciatura è indicato anche per quei tratti di muro che ospitano dei quadri, o dietro un armadio,tutte situazioni in cui è la mancanza di corretta circolazione d’aria la causa scatenante del fenomeno.
  • Inoltre vi consiglio di monitorare spesso questi punti critici e di cercare di intervenire all’inizio della formazione delle muffe.Il loro persistere a lungo,fa sì che attecchiscano più in profondità arrivando a superare la barriera della pittura e a contagiare lo strato sottostante. Se non vi riesce di farle sparire con questo sistema,è meglio utilizzare per alcuni tratti,o addirittura per tutta la parete interessata,la vernice termica anti condensa.  Quella della Boero,”Casa sana” da lt.14, è la migliore che ho trovato negli anni ed è facilmente reperibile anche tramite Amazon.E’ una vernice che vi mette al riparo dalla formazione delle muffe,anche al persistere prolungato delle cause che l’hanno fatte nascere, per almeno 3 anni.

Sono necessari però alcuni accorgimenti:

  • Pittura dell’intera parete interessata,non diluizione della tinta se non al 2% d’acqua,giusto per far scorrere il pennello,non colorazione della stessa,altrimenti vengono a mancare le qualità chimico fisiche del prodotto. Per l’esperienza acquisita la raccomando vivamente.

Altra situazione che si presenta è quando la muffa attecchisce in maniera persistente in ampi spazi di muro,sia in verticale che in orizzontale.

  • E’ opportuno allora operare un piccolo sondaggio per capire come è fatto il muro:se per esempio dietro c’è del c.a. e il muro è fatto di malta e forati avremo delle macchie estese e scure,ma se il muro è fatto di laterogesso,cioè pannelli di gesso con tavelle forate all’interno, allora si presenterà una situazione di estremo degrado. Infatti il gesso assorbe l’acqua come una spugna e il mattone la diffonde tutt’intorno per capillarità.Sembra che ci piovi in continuazione. Il sondaggio è fondamentale.
  • In molti casi se il muro è formato da tali pannelli e sempre che non ci sia una infiltrazione di acqua piovana o altro,è consigliabile fare un lavoro un po più approfondito:sostituire una parte dei pannelli,tagliare il ponte termico che si è costituito tra questi e altre parti che gli comunicano freddo.A volte possono stare a diretto contatto con la parete esterna  che in occasione di pioggia battente si raffredda molto e comunica questo freddo all’interno per mancanza di isolamento termico adeguato.
  • Una volta asportata quella porzione di muro in cui più persiste il fenomeno della muffa,si può utilizzare una parte dello spazio ricavato per inserire dei pannelli isolanti di polistirene da 3 cm. E poi ricostruire il resto della muratura con materiale edilizio di spessore inferiore.In questo modo si ristabilisce la continuità estetica del muro e l’eventuale assottigliamento della muratura,essendo questa una tamponatura, non dà nessun squilibrio dal punto di vista statico e inoltre il pannello isolante dietro compensa termicamente e in abbondanza la diminuzione dello spessore.

Tutto ciò richiede l’intervento di un esperto!

Ripeto, per capire realmente come eliminare muffa dai muri, è assolutamente necessario intervenire!

 

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“Umidità nei Muri? Da ora non più!”

 

 

Il problema della posa piastrelle cucina su superficie irregolare è quasi sempre presente negli edifici antichi situati nei centri storici delle nostre città.Le vecchie cucine,quelle per intenderci inizi ‘900,venivano per lo più dipinte con vernici molto grasse a base di olio di lino,che assicuravano alle superfici pulizia e lavabilità.

E’ solo dalla metà del ‘900 che si è incominciato a rivestire i muri perimetrali delle cucine con maioliche per lo più in pasta bianca,smaltate e dal formato classico 15×15 cm.

Si applicavano con un sistema semplice e di gran  arte.Tutto insieme.Intonaco e mattonelle.

Tantè vero che quando in seguito a un danno,o a una loro sostituzione per caduta(cosa possibile fino agli anni ’80 perché se ne trovavano ancora in commercio nei vecchi depositi)era necessario richiudere delle autentiche voragini,che richiedevano materiale idoneo ed esperienza muraria.

Oggi quando si ristruttura una vecchia cucina in un palazzo antico,si ri fà tutto ex novo,intonaci compresi.E quando l’intonaco è costruito a regola d’arte,cioè a piombo,senza avvallamenti,lisciato con il frattazzo,la messa in opera di mattonelle sia piccole che grandi,irregolari che calibrate,non è un problema per il professionista o l’amante del fai da te.

Il problema della posa piastrelle cucina su superficie irregolare si presenta quando dovendo  non si vuole cambiare il vecchio intonaco o quando questo si presenta ben solido e ancorato. Una superfice irregolare,cioè bozzata,bombata,concava o convessa,non permette che il filo orizzontale o verticale delle mattonelle del rivestimento sia in linea.

Non solo;alcune mattonelle risulteranno più sporgenti,altre più incassate.Se poi cercassimo di accompagnare la irregolarità con maioliche più piccole,si aggiusta da una parte e si peggiora dall’altra. Più righe ci sono,più irregolarità verticali vediamo.

Che fare dunque per rivestire di ceramica una parete o una porzione di parete storta di una vecchia cucina?

Partiamo dall’esempio più semplice e meno laborioso: la piastrellatura della classica fascia posta tra l’alzatina del top,dove sono alloggiati il lavabo e il piano cottura, e l’inizio dei pensili. Questa è di solito una fascia che misura in altezza dai 60 ai 70 cm.Infatti il top è posto generalmente a 90cm di altezza e i pensili si posizionano a 160 cm .da terra.La lunghezza dipende dallo spazio a disposizione e da come si vuole utilizzarlo.

Cominciamo da qui e vediamo cosa fare per rendere questa parte di parete idonea a ricevere un rivestimento di maioliche.

Cosa occorre  per rendere regolare una superficie in previsione della sua piastrellatura?

  1. Un regolo di legno ben dritto o di alluminio, lungo quanto la lunghezza della porzione di parete che andiamo a regolarizzare.ed un altro più corto,circa 1 m.
  2. Un piccolo piccone detto “male e peggio”.
  3. Una mazzetta,uno scalpello a punta larga e uno a punta più stretta.tutte e due con la punta affilata.
  4. Guanti,occhiali di protezione,mascherina anti polvere.
  5. Sacchetti di plastica per calcinacci.
  6. Stecca o spatola,cofana,cucchiara,secchio di plastica,vecchia pennellessa,matita da muratore.
  7. Americana media in acciaio inox,detto anche frattazzo.
  8. Il materiale per regolarizzare il muro va scelto sulla base dello spessore da riempire;se questo è grande, fornirsi di confezioni di intonaco pronto,tipo KC1,in polvere,se invece lo       spessore è ridotto, è sufficiente utilizzare del rasante cementizio che voi stessi potete preparare.

Vi basterà del collante per piastrelle e del cemento 3.25 grigio.

Le operazioni da svolgere per la posa piastrelle cucina su di una parete irregolare  sono:

  1. Delimitate con la matita la porzione di  parete che volete rivestire tenendovi più larghi di 20cm;a voi interessa renderla idonea a ricevere le mattonelle,non a regolarizzarla tutta.
  2. Poggiate il regolo lungo sulla lunghezza della superficie e facendolo scorrere dall’alto verso il basso più volte,visionate tutti gli avvallamenti e le gibbosità presenti.
  3. Segnateli con la matita descrivendo dei cerchi.
  4. Aiutatevi per queste operazioni anche con il regolo piccolo,facendolo scorrere appoggiato al muro da sx. a dx. e viceversa.Vi permetterà di controllare tutta la superficie.
  5. Scalpellate con il “male e peggio” o con la mazzetta e gli scalpelli,tuti i bozzi e le gibbosità che avete segnato,fino a che passando i regoli la superficie non risulti in piano.
  6. Scalpellate invece tutte le superfici avallate per renderle ruvide.
  7. Bagnate con pennellessa e acqua le superfici così preparate.
  8. Per chiudere i buchi grossi impastate l’intonaco pronto seguendo le istruzioni sulla confezione.Fatelo nella cofana e passatelo sui buchi con americana.Controllate la planarità passando e ripassando il regolo.Aggiungete se manca,raccogliete e asportate l’eccesso.
  9. Riempite le parti che avete scalpellato leggermente unendo del collante per piastrelle e del cemento grigio tipo 3,25 nella proporzione 50% e 50%.
  10. Fatene un impasto con acqua che risulti spalmabile ma che non coli,e stendetelo con americana  fino a che avete rasato perfettamente gli avvallamenti.Controllate sempre con i regoli.
  11. Lasciate asciugare.
  12. Preparare il resto della superficie,sempre che risulti bene ancorata al supporto sottostante,passando a pennello un aggrappante e consolidante acrilico.
  13. Il giorno dopo siete in grado di cominciare il lavoro di messa in opera del rivestimento di ceramica.

La superficie è stata corretta e preparata.

Il Rivestimento cucina in una società dalle origini contadine come la nostra,la cucina continua ad essere  il centro della casa.Anche se le nuove generazioni mostrano un sempre minore interesse per essa,pur continuando a curarne la parte estetica più per moda che per necessità,la cucina continua ad essere il luogo dove si svolge la maggior parte della vita in comune delle famiglie. Vi si cucina,vi si mangia, da piccoli spesso vi si studiava,in mancanza di spazi idonei in cucina si stira, si cuce,si danno lezioni o ripetizioni di qualsiasi tipo,si ricevono ospiti  familiari o amici.Insomma è la parte più intima della casa.

Ovviamente l’arredo e il rivestimento delle pareti ne sono parte importanti. Il rivestimento cucina ,tranne rari casi, è quasi sempre in maioliche che vanno dal formato più tradizionale 20×20,ai famosi tozzetti 10×10,decorati in una gamma di soggetti e di colori senza fine.Le parti di pareti che accolgono il tavolo dove si mangia,il famoso angolo tinello, generalmente sono rivestite di maioliche fino ad una altezza di 1,60 ml.

Le parti di pareti che non sono ricoperte dai vari pensili ed elettrodomestici, sono rivestite da mattonelle che hanno,oltre una funzione protettiva,soprattutto un’ estetica.Richiamano spesso nelle loro decorazioni gli elementi della natura legati alla nutrizione. I “tozzetti” sono quelle maioliche che si prestano meglio delle altre a questa funzione,soprattutto per la loro dimensione ridotta e per la loro qualità.(Spesso sono di monocottura e quindi hanno una maggiore resistenza agli urti e alle abrasioni.)

Il rivestimento cucina con ceramica non richiede dunque grande mestiere,ma perizia,sagacia e senso estetico nella disposizione delle decorazioni.

E’ invece importante nel rivestimento cucina che le fughe o fessure tra i vari elementi del rivestimento siano riempite con stucco ceramico colorato,in quanto è l’unico che non ingiallisce,non si fessura ai cambiamenti di temperatura vicino al piano cottura e risulta non assorbente e perfettamente resistente ai detersivi e prodotti per la pulizia e l’igiene.